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DRACULA A NAPOLI
La storia in tempi di Overtourism - Una scuola per il patrimonio: questioni di metodo 12

Copertina del libro
€ 20,00
Versione stampata

Ammettiamolo: sarebbe stato davvero magnifico se Napoli avesse potuto vantare anche la tomba di Dracula, un’attrazione perfettamente in linea con il suo inesauribile patrimonio di miti, tradizioni leggendarie e stratificazioni narrative. Senza bisogno di particolari sforzi di immaginazione, possiamo figurarci file interminabili di visitatori davanti alla splendida chiesa di Santa Maria la Nova (il supposto luogo della sepoltura del principe romeno), souvenir gotici e reliquie improbabili, naturale corollario di un racconto troppo seducente per non affascinare il pubblico.
Ma questa storia è vera? E soprattutto: come nasce, si afferma e si legittima una simile narrazione? Questo libro, muovendosi sul confine tra storia e leggenda e distinguendo ciò che è storicamente accertabile da ciò che appartiene, più o meno legittimamente, alla dimensione della favola, offre al lettore un caso di studio emblematico: l’analisi di una narrazione - quella sul Dracula napoletano - che funziona non per la sua veridicità, ma per la sua semplicità e forza evocativa. Un’indagine che invita a riflettere sulle origini delle mitologie contemporanee, sull’uso delle fonti e sulla riduzione dei luoghi storici a scenografie narrative, piegate a logiche di consumo turistico e di sfruttamento economico.

INDICE

Dal «Racconto su Dracula Voivoda»

Dal diario di Jonathan Harker [stenografato]
CAPITOLO PRIMO
Cronaca di un mistero annunciato

CAPITOLO SECONDO
Maria Balsa: la ‘figlia di Dracula’?

CAPITOLO TERZO
Dracula o Ferrillo? Questo è il problema

CAPITOLO QUARTO
L’epigrafe ‘misteriosa’ della Cappella Turbolo

CONCLUSIONE
Storia e Overtourism

APPENDICE 1
Dalla morte alla tomba: gli ultimi giorni di Vlad III Tepes

APPENDICE 2
Fonti ottomane sulla fine di Vlad III Dracula (Tepes)
di Federico De Renzi

APPENDICE 3
L’errore nella numerazione greca: analisi tecnica della presunta data di morte di Vlad III Tepes

Bibliografia

GLI AUTORI

Marco Di Branco (Roma, 1966), professore associato di Storia religiosa dell’Islam presso Sapienza-Università di Roma, si è specializzato in Epigrafia bizantina alla Scuola Archeologica Italiana di Atene e successivamente si è diplomato in Lingua e cultura araba presso l’IsIAO. È stato borsista all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, Visiting Fellow del Program in Hellenic Studies della Princeton University, ricercatore presso il DHI Rom e Marie Curie Fellow presso l’American University of Beirut. Ha insegnato Civiltà bizantina e Archeologia bizantina all’Università degli Studi di Milano, all’Università della Basilicata e alla Scuola di Specializzazione di Archeologia di Matera. I suoi principali filoni di ricerca riguardano la storia di Atene tardoantica, le dinamiche della presenza musulmana nell’Italia altomedievale e la visione islamica della storia greco-romana. Tra le sue principali pubblicazioni, l’edizione commentata del Kit?b Hur?šiy?š, traduzione araba delle Historiae adversus paganos di Paolo Orosio, che ha vinto lo Sheikh Zayed Book Award 2025, uno dei premi più prestigiosi del mondo arabo, nella categoria «Translation».

Francesco Pastore (Torre Annunziata, 1967), saggista e ricercatore indipendente. Ha collaborato con l’egittologo David Rohl al volume Exodus. Myth or History? ed è autore di Nibiru: The Phantom Planet, un’analisi storica e scientifica delle teorie di Zecharia Sitchin. Svolge la professione di infermiere e affianca all’attività lavorativa una ricerca personale fondata sullo studio delle fonti, sull’analisi critica delle ipotesi storiografiche e sulla divulgazione rigorosa. Cura il blog Guardo, penso e dico, dedicato all’esame documentato e razionale di temi controversi della storia.

F.to 17x24, pp. 168, Brossura Filo refe, Ill. B/N