La Via Romana agli Dei
Le illusioni e gli inganni dei tentativi di restaurazione dell'antica religione romana
- Anno: 2025
- Autore/i: a cura dell'A.R.Q. gruppo di studiosi religiosi tradizionali dell'Associazione Romània Qvirites coordinati da L.M.A. Viola
- Catalogo: Victrix
- Argomento: Storia delle religioni
- ISBN: 978-88-88646-56-6
- ISSN:
Questo libro dà seguito all’esame approfondito dell’origine e dello sviluppo storico di ciò che si è convenuto definire “tradizionalismo romano”. L’ente che cura queste pagine ha trattato in particolare i molteplici aspetti che hanno costituito il fondamento dottrinale di questo fenomeno postmoderno, e anche lo sviluppo storico del residuo “tradizionalismo” nel corso degli ultimi quarant’anni. Il testo attuale si occupa invece del “tradizionalismo romano” dal punto di vista operativo, ovvero descrive come questo fenomeno si è organizzato per tentare di ricostituire la pratica dell’antica religione romana nel tempo attuale. L’orientamento “tradizionalista” romaneggiante ha dato vita a diversi impulsi “ricostruzionistici” e a tentativi di “ricollegamento” alla tradizione religiosa di Roma, ciascuno dei quali presenta molteplici irregolarità, discostandosi i vari approcci da ciò che era effettivamente la religione di Roma. Nell’esame che verrà svolto si potrà osservare come si siano succedute diverse fasi nel tentativo di definire la “Via Romana agli Dei”, fasi nelle quali vi sono state progressive trasformazioni del “tradizionalismo romano”, fino ai tentativi svolti dal 2010 ad oggi, volti ad unificare i più disparati approcci finalizzati alla riattualizzazione della religione romana.
Il deterioramento del “tradizionalismo romano” del primo periodo in senso pseudotradizionalistico e poi, attualmente, in senso neospiritualistico, si può ritrovare allo stesso modo nelle fasi in cui si è cercato di dare corpo a un vero e proprio percorso religioso/spirituale al Divino secondo il modo romano. Dopo il 2009, in scia alle due fazioni rivali del “tradizionalismo romano” storico, alcune personalità hanno costituito diversi gruppetti, enti ed iniziative che, affannosamente e sempre più favoriti dalle tecnologie della comunicazione e dai social network, hanno cercato di accreditarsi come “tradizionalisti”, utilizzando metodi sempre più aggressivi e non facendosi scrupolo di nulla per farsi strada e acquisire, nel marasma delle iniziative che caratterizza questo ambiente, la propria visibilità. Ognuna delle ultime comparse ha tentato di emergere come uno degli enti più rappresentativi, persino il migliore fra tutti gli altri, questo risultato è stato perseguito anche attraverso la manipolazione della storia, la ricostruzione di fantasiose genealogie risalenti ad origine remote, autoattribuzioni di titoli e capacità religiose o sacerdotali di ogni genere, determinando così un fenomeno assai artefatto, incentrato sull’apparenza e lontano dalla realtà e dall’essere effettivo. La ricerca ricostruzionistica è sfociata anche nell’elaborazione di una pratica operativa, creando rivalità e condotte aggressive, senza esclusione di colpi nei confronti di tutti i diversi gruppetti dell’ultima generazione pseudotradizionalista, ma anche verso le formazioni storiche costituite da più lungo tempo.
F.to 17x24, pp. 632, Brossura filo refe



