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Eroi salutari dell'Attica Per un'archeologia dei cosiddetti culti eroici salutari della regione

Copertina del libro
€ 32,00
Versione stampata

I culti eroici di Atene e dell'Attica specificamente rivolti alla salute furono studiati per la prima volta nel 1913 da Friederich Kutsch. A distanza di un secolo, le nuove scoperte archeologiche ed epigrafiche hanno imposto quantomeno un aggiornamento dei dati. Lo studio di Maria Elena Gorrini espone i risultati della revisione, attraverso tre percorsi. Innanzitutto, si discute se possa ancora avere un senso mantenere la denominazione di “eroi” per queste figure esplicitamente dotate di poteri terapeutici, dal momento che le evidenze archeologiche ed epigrafiche non mostrano discrimine alcuno tra il culto loro riservato e quello propriamente destinato alle divinità, con una sola restrizione: esse elargiscono i loro benefici soltanto in un'area ristretta. Gli eroi salutari dell'Attica (heros iatròs, Amynos, Dexion, Palaimon, Pankrates) sono figure di dimensione cultuale essenzialmente circoscritta al territorio, di norma in virtù di qualche episodio della loro storia mitica. Le figure che deviano da questa regola o sono eroi sovranazionali in cui l’aspetto curativo è solo una delle loro numerose proprietà, quali Herakles, o vengono ad acquistare una connotazione politica forte: è il caso di Amphiaraos. L’uso esplicitamente politico dei culti eroici di tipo salutare è indagato in profondità, servendosi delle fonti letterarie e della prosopografia, e i risultati si allineano con quanto è già stato messo in luce a proposito del culto di Asklepios, ugualmente politicizzato: viene così definitivamente a cadere l’idea che si trattasse di una forma di religiosità istintiva e popolare, anche se certamente il loro successo presso le masse fu enorme, grazie alle promesse di restituire la salute persino ai casi disperati. Infine, si ridiscute (attraverso l‘apporto delle iscrizioni) il rapporto tra la medicina ippocratica e le cure effettivamente praticate nei santuari salutari, evidenziando differenze ma, nondimeno, punti di convergenza, sia in termini di metodo sia, letteralmente, nel senso delle occasioni di incontro tra esponenti delle due branche.

F.to 21x29,7, Brossura, pp. 306, Ill. B/N