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MARMI ANTICHI DEL PALAZZO RONDININI (I)

Copertina del libro
€ 45,00
Versione stampata

Il prestigioso volume, come altri analoghi, mostra quanto sia ancora cospicuo ed importante il patrimonio archeologico e storico-artistico di Roma, anche al di fuori delle raccolte dei musei pubblici. Per iniziativa del Monte dei Paschi di Siena, d’intesa con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma è stata condotta una ricognizione dei marmi antichi del palazzo Rondinini in via del Corso, dopo la quale si è ritenuto opportuno riproporre un catalogo comprensivo non solo delle opere antiche, ma anche delle sculture del XVIII secolo ispirate ai modelli classici. Per la prima volta viene presentata unitariamente la collezione di quasi un centinaio di epigrafi latine e greche. Tutti i materiali sono riuniti in ordine topografico per invitare ad una visita del palazzo. Il palazzo Rondinini con la sua collezione di antichità possiede un’attrattiva particolare. Rivela ancora in alcuni ambienti il gusto e le scelte ideali ed estetiche dell’antico proprietario, il marchese Giuseppe Rondinini, il quale volle realizzare all’interno dell’edificio progettato ed eseguito, intorno alla metà del 1700, da Gabriele Valvassori ed Alessandro Dori, un vero “museo Residenza”, dove si può cogliere la filosofia di un abitare quanto più possibile piacevole e intimo, confortevole e contemplativo. Nel corso della seconda metà del 1700 il palazzo fu visitato da intellettuali e artisti. Fra tutti colpisce il ricordo di Johann Wolfgang Goethe, dirimpettaio del marchese Rondinini, che nel “Viaggio in Italia”, nel 1786-87, ricorda le sue visite in compagnia della pittrice Angelica Kaufmann e descrive la sua profonda emozione di fronte al volto marmoreo della “Medusa Rondanini”, ancora adesso riprodotta sulla chiave di volta dell’ingresso del palazzo. (“25 dicembre 1786 “Dirimpetto a noi a palazzo Rondanini, si trova una maschera, nel cui volto nobilmente bello, oltre la grandezza naturale, la rigidezza angosciosa della morte è espressa con indicibile potenza….”). Il nome Rondinini o Rondanini è stato reso universalmente famoso ed illustre, proprio grazie alle opere eccezionali, che facevano parte della collezione. Basti ricordare ad esempio oltre alla celebrata Medusa e alla scultura di Alessandro il Grande, ora nella Gliptoteca di Monaco di Baviera, la “Pietà Rondanini” di Michelangelo, conservata nel Museo del Castello Sforzesco di Milano.

F.to 17 x 24, cartonato con sovraccoperta, pp. 248; 274 col., 14 b/n