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FOR CHILDREN - quartetto d'archi per bambini

Copertina del libro
€ 15,00
Versione stampata

Commissionato da una docente statunitense specialista del “Metodo Suzuki”, FOR CHILDREN è stato scritto nel 1998 ed eseguito, per la prima volta, dai Queens College Young Chamber Players presso la New York University. Ricordo che fui subito molto interessato alla proposta della violinista americana, soprattutto perché mi forniva l’occasione di dare il mio piccolo contributo in un ambito - quello della didattica degli strumenti ad arco - ancora in gran parte trascurato dai compositori, generalmente più attenti alle esigenze di altri strumenti, primo fra tutti il pianoforte. Non che manchino metodi e opere didattiche dedicate al violino o agli altri archi, certo; ciò che trovavo e tuttora giudico carente, almeno in Italia, è un appropriato repertorio originale di musica d’insieme per questi strumenti, tale da mettere in condizione i giovani allievi di suonare sia con i propri compagni, sia, eventualmente, con l’insegnante. Consapevole che lo scopo primario di un simile progetto è la creazione di quel circolo virtuoso - indispensabile in un sano approccio pedagogico - che sempre si genera quando il confronto con gli altri e lo spirito di collaborazione si uniscono nella realizzazione di un obiettivo comune, decisi di intervenire in questa direzione. La composizione è concepita come una breve suite di melodie appartenenti alla tradizione popolare infantile internazionale, elaborate per la classica formazione del quartetto d’archi, ma con la possibilità -naturalmente - di allargare l’organico tramite l’aggiunta di uno o più strumenti alle varie parti. L’idea era quella di descrivere un’ipotetica giornata primaverile di un gruppo di bimbi in vacanza, accompagnandoli nel momento del risveglio mattutino, della scoperta dei suoni della natura, del riposo pomeridiano, per concludere con un festoso gioco collettivo. A beneficio degli addetti ai lavori dirò che l’intero componimento sfrutta unicamente la 1a posizione su tutte le corde di ciascun strumento, percui - rivelandosi adatto ad essere proposto già dopo pochissimi anni di studio - potrebbe, ad esempio, entrare a far parte del repertorio dell’ultimo anno di Scuola Media ad Indirizzo Musicale. Oltre a ciò, ho voluto porre particolare attenzione al “corredo timbrico” del lavoro, cogliendo l’occasione delle tante onomatopee e immagini suggerite dai testi dei canti scelti, per utilizzare varie tecniche e modi d’attacco (pizzicati, uso della sordina, sonorità ottenute col legno, armonici, tremoli, ecc.), allo scopo non solo di sviluppare il corretto impiego di tali tecniche (senza mai, comunque, indugiare su inutili e, quindi, dannosi virtuosismi), ma anche di mantenere desto e vivo l’interesse dell’allievo, in omaggio al sempre attuale principio imparare divertendosi. Roberto Beccaceci