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2. Angelo Tarchi (Napoli 1759 - Parigi 1814). Sei sinfonie

Copertina del libro
€ 30,00
Versione stampata

In 8°, 297 pp., con spartiti musicali.
INDICE
Parte Prima
Angelo Tarchi (Napoli-1759-Parigi 1814)
Introduzione
Capitolo I
Angelo Tarchi, vita e opere ..
Capitolo II
Angelo Tarchi e il suo tempo
1. I Conservatori a Napoli
2. Angelo Tarchi e i suoi contemporanei. Musica
e musicisti tra Napoli, Parigi e Londra
Capitolo III
Le Sinfonie del Fondo Noseda
Appendici
Appendice I: Elenco delle opere di Angelo Tarchi
Appendice II: Copie manoscritte delle Sinfonie
Bibliografia

Parte Seconda
Partiture
Criteri di trascrizione .
Sinfonia n.1
Sinfonia n.2
Sinfonia n.3
Sinfonia n.4
Sinfonia n.5
Sinfonia n.6
Abstract
Angelo Tarchi (1759-1814) compositore napoletano, allievo dei famosi maestri Nicola Sala e Nicola Fago, detto il Tarantino, al Conservatorio della Pietà dei Turchini, è annoverato tra i protagonisti della scuola musicale partenopea della seconda metà del XVIII secolo.
Autore di una feconda produzione operistica, che conta più di cinquanta titoli, basata su testi in prevalenza metastasiani, cui si aggiungono anche creazioni di musica sacra e strumentale, Tarchi è stato tuttavia fi n qui trascurato dagli studiosi. Lo storico Francesco Florimo è tra i pochi ad avere attirato l’attenzione sull’opera di questo musicista, riconoscendogli, tra l’altro, il merito di avere contribuito ad esportare a Parigi e a Londra la cultura musicale che contraddistinse la Scuola napoletana dell’epoca.
Tarchi è più spesso ricordato in relazione alla singolare riduzione dell’ultima parte de Le Nozze di Figaro di Mozart, richiestagli per la rappresentazione allestita a Monza nel 1787, in onore dell’Archiduca Ferdinando d’Asburgo e della sua consorte Maria Beatrice d’Este. Il compositore napoletano, pur manifestando una predilezione per la composizione operistica, coltivò anche il genere strumentale, dando prova con le sue Sinfonie di possedere particolari doti compositive. Le Sei Sinfonie del Fondo Noseda del Conservatorio musicale “G. Verdi” di Milano, restituite in partitura e qui presentate, testimoniano l’impegno creativo di Tarchi. In esse traspare un’inclinazione per la ricerca di soluzioni formali che, per certi aspetti, tendono a superare mediante alcune innovazioni i modelli acquisti di fi ne secolo. L’impiego nell’organico strumentale, per esempio, del clarinetto o della tromba, strumenti raramente utilizzati nel contesto musicale settecentesco, almeno in Italia. Di certo, l’impronta teatrale di queste composizioni manifesta i caratteri tipici dell’ouverture. E in tale senso non passa inosservata anche la preferenza di Tarchi per i movimenti unici in cui a momenti di particolare fluidità subentrano, alternati, sospensioni e vivaci e intensi crescendi che, in alcuni punti, sembrano anticipare il gusto rossiniano.
Autore
Dario Romeo, nato nel 1980, si è laureato in Discipline arte, musica e spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofi a dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. I suoi interessi di ricerca sono principalmente rivolti alle problematiche storiche della musica tra Settecento e Ottocento, sia sul versante strumentale che su quello operistico, con particolare attenzione per gli aspetti teorici e per le tecniche compositive.